12. POVERA MAMMA, INIZIA A CONTARE

Non potete capire….oppure mi capirete troppo bene, se vi dico che mi sento una “merdina” ogni tanto, oggi è uno di quei momenti. Nel senso proprio di cacca calpestata da una suola a carrarmato. Forse anche peggio. Le dolci risposte della mia cara adolescente ogni tanto feriscono come dardi , mi trafiggono, poi sono lì a spingere e scavare non ancora soddisfatte, beccano il bersaglio (ovviamente il mio punto debole) ed infine, quando hanno colpito e affondato, si ritirano in attesa del prossimo attacco.

Prima o poi le lacrime finiscono

Fino a pochi mesi fa, se mi concentro posso dirvi anche la data e l’ora esatta, piangevo di continuo e mi lasciavo trasportare dalla rabbia e ira funesta, offesa nel profondo, e mi chiedevo perché mia figlia mi trattasse così, proprio a me che sono la sua più grande fan e rompicoglioni. Poi successe qualcosa, ebbi un insight, come nelle scimmie degli esperimenti, che mi fece dire “E che cazzo”.

Il sano egoismo

In agosto andammo in Toscana qualche giorno, doveva essere una vacanza rilassante, ma in parte si trasformò in una via crucis lungo le vie di Siena con tanto di lacrime dalle 9.00 del mattino alle 8.00 di sera, inclusa pausa pranzo. Il che, su tre giorni dedicati al relax, fu alquanto estenuante. Poi, a cena, ci fu una svolta. Ci fu un clic dentro di me (probabilmente dovuto ad un movimento inappropriato del collo) e realizzai. Dissi alla fanciulla che anch’io possedevo una vita e che volevo preservarla, per cui le comunicai semplicemente che, da quel momento in poi, doveva arrangiarsi e se avesse avuto bisogno di me, sarei stata disponibile.

A volte ritornano

Ecco, bastò questo. Mi staccai emotivamente (che in termini spiccioli vuol dire semplicemente che mi feci gli affari miei, ignorandola ) e lei, come per incanto, si riavvicinò. Ma come? Evidentemente funziona così, con la famosa psicologia inversa. Con gli adolescenti, che son bastian contrari a prescindere, consiglio di applicarla. Credo che, più probabilmente, abbia avuto il brutto presentimento che la donna della servitù se ne sarebbe andata da un momento all’altro, per cui batté in ritirata.

I modi gentili

Per gli scatti naturali di rabbia vi consiglio, inoltre, calma e tranquillità: contare fino a 560 prima di rispondere, fare almeno altrettanti respiri, far finta che qualsiasi cosa stia o non stia facendo in camera sua non vi riguardi, finché non varcate quella porta, e una volta che siete entrati (perché le vecchie abitudini non si abbandonano facilmente), cercare di parlar loro con tono gentile ed empatico.

In teoria

Facile a dirsi. Ma nella pratica, dove si richiede anche solo una semplice cosa, magari, che ne so, di rispondere alla domanda “perché non hai consegnato i compiti, amore? ” , come fai a respirare e contare, se il dardo è già in posizione e la prima risposta che ti viene data è “Mamma, tu non mi capisci, manchi proprio di empatia.” Sai dove puoi mettertela l’empatia, vero? mi verrebbe da pensare. E, invece, inizio a contare, e arrivo a 560…poi posso dare i numeri, come ai vecchi tempi.

Pubblicato da madrieadolescenti

Sara, madre esasperata in cerca di se stessa, sfoga le sue paturnie nel cibo, suo consolatore. Amante della vita e della speranza, deve ancora scoprire che cosa vuol fare da grande