Lo avete visto il film Shining, in cui un sempre incredibile Jack Nicholson chiama la sua tremolante moglie Wendy attraverso uno scorcio nella porta di legno, fatto con un’accetta? “Sono il lupo cattivo”, dice con il ghigno.
Ma c’è un preambolo che mi accomuna alla furia di Nicholson: il “Cappuccetto Rosso, sono a casa. Non hai sentito il mio toc toc toc alla porta?” Ecco, la nostra Biancaneve, al mio bussare alla porta rossa della sua stanza, fa le orecchie da mercante e non emette suono, pensando che, magari, non rispondendo, io svanisca come per incanto.
E, invece, mi trasformo nel lupo cattivo ed entro, disarmata e rassegnata, nel covo dell’adolescente, facendomi strada tra vestiti sparsi e oggetti di ogni genere, disseminati lungo le povere assi di legno. “Ti prego, metti in ordine la stanza”, la esorto, mentre mi guardo disperata attorno. La mia disperazione è talmente abituata allo sconforto che ha imparato ad auto-consolarsi e si dice, da sola, che prima o poi passerà. Nel senso che prima o poi Biancaneve andrà a vivere da sola e sposterà lo scagazzo in un altro luogo. Bisogna solo pazientare.

Menomale che è iniziata la scuola! Questa mia “semi estate”, trascorsa più o meno senza averne capito il senso, è durata fin troppo.
La piccola di casa, che ormai frequenta la prima media, ha deciso di colpo di voler essere autonoma in tutto. Gestisce autonomamente il tempo dedicato ai compiti, allo svago, alla musica e allo sport. Io fungo da taxi, per lo più. E, vi dirò, tutto sommato non l’ho presa a male. Certo, vorrei che restassero le mie piccoline, ma vuoi mettere la libertà di poter fare i cacchi miei in casa, mentre Piccolo mostro fa i compiti tutti da sola, senza il mio aiuto o la mia presenza costante al tavolo ? E’ decisamente un altro vivere!